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Da sempre dai nostri laboratori di teatro esce come unico esito l'Incontro che lo stesso luogo di teatro crea.
Le Serate Trasversali sono nate da una richiesta precisa dei nostri ospiti maestri a loro volta d
i quello che il Teatro ha a che fare con noi e per noi.
Guide interne, altro che utenti, maestri dell'esperienza necessaria affinché il teatro operi il cambiamento attraverso l'esercizio delle possibilità che il mettersi nei panni degli altri permette. Il cambio di vista, la distanza salvifica, strutturare il caos per rientrarci di nuovo, i limiti, l'illusione, la relazione, l'ascolto, la chiarezza d'intenti, il rispetto, l'ascolto del vuoto, l'assenza di pregiudizio e di giudizio, l'azione che corrisponde ad un pensiero, il fare gioco, le parti di un intero, l'indifferenziato e il particolare, il racconto, la storia di sé e gli universali, la responsabilità condivisa, lo sguardo degli altri, il movimento degli altri che ci svuota o ci confonde, il solco, la continuità, la scossa che ritraccia nuovi cammini: e quanto ancora ci insegna la struttura del pensiero che il Teatro rappresenta e ne è metafora! Noi siamo in ogni luogo dove l'artista fortifichi questa esperienza e si metta a disposizione per contaminarci del suo sapere a riguardo. Noi siamo perché le nostre azioni risentano di cultura, di tutto ciò che unisce, non che divide, che non voglia cioè dire spocchia e altezzosità e pregiudizio e arroganza.

Laura. 






"Noi inventori di favole, che crediamo a tutto, ci sentiamo in diritto di credere che non è ancora troppo tardi per intraprendere la creazione di una nuova e devastante utopia della vita, dove nessuno possa decidere per gli altri addirittura il modo in cui morire, dove davvero sia certo l'amore e sia possibile la felicità e dove le stirpi dei condannati a cento anni di solitudine abbiano finalmente e per sempre una seconda opportunità sulla terra".
Gabo, Gabriel Garcia Marquez. Stralcio del discorso di accettazione del Nobel, 1982.


Sono state serate musicali poetiche e teatrali condivise da chi frequentava i laboratori d'arte e che ci chiedeva di trovarsi anche alla sera in quel bel posto lì, dove il "Teatro in polvere" aveva allestito tanti spettacoli, dal 1997, con Faleni Elisabetta Valentino Infuso Roberto Robi Isinaz Zanisi; poi abbiamo incontrato i poeti i musicisti, gli attori, i cantautori e poi abbiamo incontrato chi la pensava uguale sul senso dello stare insieme, su come fare differenza e su cosa significasse riabilitare, risocializzare (chi e cosa, la persona o il territorio che l'accoglie?) visto che proveniamo da un sistema sociosanitario che ne contempla l'azione.
Lo spazio di via Bastia gestito da noi è stato bellissimo e siamo consapevoli di avere vangato e di esserci adoperati al meglio nel rispetto di tutti.
Grazie a tutti per l'accoglienza e per aver parlato bene di noi. Se possibile sarebbe da continuare a farlo, perché le benedizioni laiche servono soprattutto quando ci si rimette in cammino.
Un abbraccio da tutti noi del Van-Ghè Ambulatorio D'arte.

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