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Da sempre dai nostri laboratori di teatro esce come unico esito l'Incontro che lo stesso luogo di teatro crea.
Le Serate Trasversali sono nate da una richiesta precisa dei nostri ospiti maestri a loro volta d
i quello che il Teatro ha a che fare con noi e per noi.
Guide interne, altro che utenti, maestri dell'esperienza necessaria affinché il teatro operi il cambiamento attraverso l'esercizio delle possibilità che il mettersi nei panni degli altri permette. Il cambio di vista, la distanza salvifica, strutturare il caos per rientrarci di nuovo, i limiti, l'illusione, la relazione, l'ascolto, la chiarezza d'intenti, il rispetto, l'ascolto del vuoto, l'assenza di pregiudizio e di giudizio, l'azione che corrisponde ad un pensiero, il fare gioco, le parti di un intero, l'indifferenziato e il particolare, il racconto, la storia di sé e gli universali, la responsabilità condivisa, lo sguardo degli altri, il movimento degli altri che ci svuota o ci confonde, il solco, la continuità, la scossa che ritraccia nuovi cammini: e quanto ancora ci insegna la struttura del pensiero che il Teatro rappresenta e ne è metafora! Noi siamo in ogni luogo dove l'artista fortifichi questa esperienza e si metta a disposizione per contaminarci del suo sapere a riguardo. Noi siamo perché le nostre azioni risentano di cultura, di tutto ciò che unisce, non che divide, che non voglia cioè dire spocchia e altezzosità e pregiudizio e arroganza.

Laura. 






"Noi inventori di favole, che crediamo a tutto, ci sentiamo in diritto di credere che non è ancora troppo tardi per intraprendere la creazione di una nuova e devastante utopia della vita, dove nessuno possa decidere per gli altri addirittura il modo in cui morire, dove davvero sia certo l'amore e sia possibile la felicità e dove le stirpi dei condannati a cento anni di solitudine abbiano finalmente e per sempre una seconda opportunità sulla terra".
Gabo, Gabriel Garcia Marquez. Stralcio del discorso di accettazione del Nobel, 1982.


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